L'ESSERE E' QUALCOSA FATTO DI ESPERIENZE

ciao a tutti mi chiamo Cristian Malagnino ho 40 anni sono l'ultimo di tre fratelli ormai sono 6 anni che  abito a qui Turbigo un paesino della provincia di Milano, immerso nel parco del Ticino che fa da confine tra Lombardia e Piemonte, qui sono venuto ad abitare per  lavoro avendo aperto un bar che purtroppo nel 2015 a chiuso i battenti, (ed e proprio in questo momento che nasce la mia passione per il viaggio in bici).

Prima ho vissuto a Legnano una cittadina che si trova sempre a nord ovest di Milano dove sono cresciuto. terminati gli studi a 16 anni ho lavorato prima con mio padre Stefano come manovale edile e idraulico e poi in ditta. A 18 anni sono partito per il servizio militare dove ho partecipato alla missione di pace in Albania. Sin da piccolo mi sono sempre piaciuti gli sport al' aperto calcio nuoto corsa skate pattinaggio, mtb, anche, se nessuno praticato a livello agonistico, un altra cosa che mi piace e la musica ho anche provato ad imparare a suonare le  percussioni. II mio cantante preferito e il mitico Vasco

Rossi  la mia squadra del cuore e il Milan, amo gli tutti animali anche se sono più attratto dai cani e da quelli esotici, amo stare all'aria aperta possibilmente immerso  nel verde mi piace viaggiare e andare in bici.  Purtroppo la maggior degli sport da me praticati hanno subito una brusca interruzione e le ho dovute abbandonare in seguito ad un incidente sul lavoro avvenuto nel 2002 il 24/05/2002  quando la mia vita e stata stravolta completamente.

La vita prima dell’incidente scorreva tranquillamente lavoro  famiglia amici sport musica, insomma mancava solo una moglie e un figlio per essere l'uomo più ricco del modo.

invece .... esci di casa per andare a lavorare e ti ritrovi  in ospedale senza il tuo braccio, quello che usavi per fare tutto, mi ricordo che la prima cosa  a cui pensai non era come fare a mangiare , lavorare, guidare, la mia mente corse oltre alle cose materiali infatti  la prima cosa che dissi a mio padre una volta uscito dalla rianimazione fu: "come farò un domani ad abbracciare mio figlio?"

Si  perché  nella vita esiste una cosa più importante dei soldi  SI CHIAMA AFFETTO, AMORE quel affetto che mi hanno dimostrato prima i miei familiari e poi tutte quelle persone che hanno deciso di starmi accanto in quel momento e sono stati  tanti. li ringrazio perché mi hanno aiutato molto per "accettare" quella nuova vita che mi aspettava.

Comunque una volta uscito dall'ospedale tornato a casa la vita riprendeva con una nuova normalità che di normale non aveva nulla visto l'impossibilità di fare ciò che facevo prima  normalmente ........ dover  imparare a vestirsi lavarsi e cominciare a scrivere a 24 anni con la sinistra non e facile d'avvero, è disarmante non poter firmare non riuscire a dare forma ad una scritta che prima facevi come se nulla fosse, e veramente  sconfortante avvilente, il dover trovare il modo di rendersi il più possibile "autosufficiente" anche per non accentuare il dolore dei familiari MAI PIANGERSI A DOSSO.

qualcuno dice  che ho un carattere forte ma qui di forte non c'è nulla qui si tratta di dover imparare a sopravvivere in modo nuovo in un mondo che ancora non è capace di accettare le disabilità, devi imparare a capire l'ignoranza che ti circonda, ti devi difendere dagli sguardi della gente, dalle battute, dalla burocrazia, dalle barriere architettoniche e una guerra continua una guerra che ho deciso di affrontare a testa alta,.

il rientro alla normalità

finito il periodo di convalescenza a dicembre 2002 rientro a lavorare  in ditta, ma purtroppo la convivenza con colui che ha causato l'incidente non poteva continuare allungo e nel maggio 2007 trova una scusa e mi licenzia, nel frattempo cominciano i viaggi verso Vigorso di Budrio  eccellenza a livello europeo per le protesi. (la seconda casa)

Il primo impatto è stato molto brutto perché ti trovi davanti a realtà che fino a quel momento non puoi nemmeno immaginare," mi ricordo di un bambino che all'incirca avrà avuto 2 anni camminare appoggiato alle ginocchia perché non aveva le gambe, mi girai verso mia madre che era seduta accanto a me e gli dissi: "almeno io 22 anni li ho goduti " lì, ho conosciuto parecchia gente con diverse disabilita e ti rendi conto che purtroppo non sei solo che purtroppo esistono persone con problemi ben più grossi del tuo che vivono una vita apparente normale e allora ti fai forza e cerchi di andare avanti, nel 2008 ho aperto un bar con mio fratello Loris e anche li le difficoltà non sono state poche, perché ho dovuto inventarmi la maniera di fare tutte le operazioni dovute, e poi da non sottovalutare l'impatto con i clienti  il fargli accettare di  essere serviti da un diversamenteabile non è facile, purtroppo in Italia non siamo pronti, questa avventura purtroppo e finita nel 2014/15 un pò per la crisi e un pò per l'apertura di nuovi locali in zona. Ed è proprio il 2015 l'anno che ho conosciuto il cicloturismo l'anno del mio primo viaggio

                                                                                       “ LA MIA CICLOVITA”

Il primo viaggio  Milano Palermo è  stato molto strano, non avevo mai praticato nulla di ciò che mi aspettava nei giorni successivi, non avevo mai viaggiato in solitaria, non avevo mai campeggiato “sinceramente non avevo mai montato una tenda” quindi era tutto nuovo.

Il viaggio è durato 22 giorni lungo la dorsale Adriatica e ionica del nostro bel paese, neanche io pensavo di riuscire a portarlo a termine, il momento più toccante e stato quando arrivato in Calabria all’ altezza di Brancaleone Marina cominciai a vedere la Sicilia (terra Materna mia mamma Anna e di origini Palermitane) e stato li che le emozioni hanno cominciato ad esplodere insieme alle lacrime é in quel momento che ho realizzato di aver attraversato l’Italia come se il mio viaggio terminasse a Messina, attraccato a Messina ricordo che ho cominciai a correre più veloce pur di arrivare a Palermo il prima possibile infanti ho impiegai solo due giorni.

Arrivato a Palermo sono stato premiato con una targa ricordo da parte del comune .

Per il rientro avevo pensato di tornare sempre in bici ma purtroppo in seguito ad degli errori di valutazione  una vota arrivato a Gioia Tauro ho dovuto prendere il treno per dei dolori alle gambe.

Il giro d’Italia

Il secondo viaggio appunto GIRO D’ITALIA  nasce dal voler terminare ciò che avevo lasciato a metà 2 anni prima;  Ma anche questa volta pur avendo già intrapreso il viaggio precedente le incognite erano parecchie, la strada totalmente differente molto più difficile perché passando dal versante Tirrenico avrei dovuto percorrere molte più salite, perché i giorni sarebbero raddoppiati e questa volta non avevo effettuato nessun  tipo di allenamento. Il viaggio si è rilevato da subito diverso dal precedente sia per quanto riguarda lo sforzo fisico  sia sotto l’aspetto emozionale, ho conosciuto molte persone tra cui altri cicloviaggiatori, chi arrivava da Madrid in bici ed era diretto a Roma chi invece pedalava per arrivare in Calabria dove trascorrere le proprie vacanze o come i due signori di circa 50 anni marito e moglie  che ho incontrato sul passo del bracco che andavano a Napoli entrambi in bicicletta lui trainando un carretto autocostruito, un altro incontro meraviglioso è avvenuto a Policastro Busentino dove ho incontrato una mia ex compagna di scuola con la famiglia che mi ha ospitato a casa sua facendomi incontrare con la giornalista di treking tv che ha voluto fare un servizio sul viaggio, ribattezzando la bici in cavallo bianco, poi c’è stato l’incontro con mia madre a Palermo, un altro incontro che non dimenticherò mai e avvenuto verso Trebisacce dove ho incontrato un signore che mi ha definito il suo nuovo eroe visto quello che stavo facendo, chiedendomi addirittura una foto. Durante questo viaggio ho ricevuto molti complimenti, più volte mi hanno detto che ero un esempio per molti che avrei dovuto cercare un modo di far conoscere la mia avventura a più persone perché da una cosa cosi si può solo imparare che nella vita non bisogna abbattersi davanti ai problemi ma bisogna sempre cercare la maniera di superarli ed in parte uno dei motivi che mi porta a viaggiare è proprio il poter dimostrare concretamente che gli ostacoli si posso superare.

Dopo questo viaggio io ho cominciato a paragonare la vita stessa ad un viaggio un viaggio molto impervio fatte di tante salite  ripide o meno, di altrettsnte discese ma con pochi punti pianeggianti, e  che noi dobbiamo mettercela tutta per arrivare fino in fondo

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